Il Portico, Anno XIII n. 29 – 24 Luglio 2016

Sono stati quattro giorni intensi e divertenti, quelli vissuti da 47 bambini e ragazzi al campo-scuola ministranti organizzato dalla Pastorale vocazionale della diocesi di Cagliari, dal titolo «Godword: i Doni dell’Amore», nella splendida cornice naturale di Porto Ainu, a Budoni. L’organizzazione del campo è stata curata, oltre che dal rettore del Seminario arcivescovile, don Michele Fadda, dal vicerettore, don Marco Puddu, e dai componenti della Pastorale vocazionale, anche da don Giorgio Franceschini, dai seminaristi del Minore e da alcuni seminaristi maggiori. L’ambientazione del Campo e le sue attività hanno preso spunto dai romanzi della scrittrice J. K. Rowling che raccontano le avventure del mago Harry Potter e dei suoi amici, alle prese con le lezioni e le avventure della scuola di magia di Hogwarts e alla lotta contro il male.

I romanzi in questione raccontano un mondo che si presta favorevolmente per la trasmissione dei va- lori cristiani. Le attività sono state improntate sul binomio competizione – collaborazione tra le quattro squadre, dette Case, formatesi dalla suddivisione dei ragazzi, tutte ispirate dai quattro Evangelisti: Angelo d’Argento – San Matteo, Leon d’Oro – San Marco, Toro Rosso – San Luca, Aquila Nera – San Giovanni.

L’esperienza è avvenuta attraverso un percorso di riconoscimento dei vizi e delle virtù che caratterizzano la vita di ogni cristiano: molto importanti sono stati dunque i momenti di catechesi, accompagnati da quelli di gioco e di sfida, per combattere i sette vizi capitali e la sconfitta di questi attraverso l’azione delle tre Virtù teologali, i doni dell’Amore: Fede, Speranza e Carità. È stato molto interessante osservare come i bambini e le bambine, da una iniziale situazione di diffidenza e disorganizzazione, si siano attivati giorno dopo giorno per compattare la propria squadra, e dunque guadagnare punti, così da vincere l’agognata Coppa delle Case, e alleandosi per superare le sfide, grazie anche all’aiuto dei capisquadra, seminaristi e animatori della Pastorale Vocazionale.

Ma oltre al gioco e alla catechesi, ci sono stati anche i momenti del servizio: la pulizia degli ambienti comuni, il servizio a tavola e l’organizzazione della liturgia. Sotto lo sguardo attento degli animatori, i bambini si sono attivati per rendere la «scuola di magia» di Godword più decorosa e pulita. E ovviamente la più importante occasione per incontrare Dio in queste giornate è stata la Messa, celebrata tutti i giorni, preceduta l’ultimo giorno dalla «Celebrazione del Perdono», grazie alla quale si è eliminato il male vero che c’è nei cuori con il sacramento della confessione.

La stanchezza alla fine si è fatta sentire, anche per gli animatori e i seminaristi, ma i ragazzi hanno espresso il loro desiderio di rima- nere ancora, testimonianza vera di quanto, nonostante le iniziali difficoltà, hanno messo tutto l’impegno necessario e hanno trovato in questo Camposcuola un’occasione importante per conoscere se stessi e gli altri. Proprio questo infatti è stato l’obiettivo fondamentale: alla conoscenza di se stessi consegue direttamente la scoperta della propria vocazione, anche e non solo alla vita religiosa e presbiterale, alla sequela di Gesù Cristo.

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