SANT’UGO DI LINCOLN

CHI E’?

Nato in Borgogna ad Avalon nel 1140, rimase orfano e fu ammesso in una casa dei monaci agostiniani, dove, successivamente emise la Professione dei voti. A 25 anni abbandonò il monastero agostiniano per entrare, già diacono, nella Grande Chartreuse, la casa madre dell’Ordine Certosino, dove dal 1175 si occupò dei fratelli conversi e degli ospiti. Nel 1179 fu chiamato in Inghilterra dal Re Enrico II, che, poiché come riparazione per la morte di San Tommaso Beckett stava facendo costruire nuovi monasteri e risistemare quelli vecchi, gli affidò l’incarico di priore della Certosa di Witham. Cominciò così a spargersi per il Sud dell’Inghilterra la sua fama di santità, a tal punto che il Re Enrico II lo volle nominare Vescovo della Diocesi di Lincoln, incarico che fu accettato da Ugo solo per obbedienza al priore della Chartreuse (il quale, poiché priore della Casa Madre, è anche Superiore di tutto l’Ordine Certosino). Come Vescovo fu ammirato da tutti e a ragione: ricostruì la Cattedrale di Lincoln, distrutta da un terremoto, viaggiò per tutta la Diocesi per amministrare i Sacramenti ai suoi fedeli, tenne sinodi e visite pastorali. Poiché gli spettava di diritto con la nomina episcopale, fu anche giudice e viene ricordato come un giudice giusto, fu chiamato anche da Roma ad essere giudice in cause che vedevano opposti altri Vescovi. Fu sempre dalla parte dei più deboli, assistette i malati, i lebbrosi, portò aiuti ai bambini e fu anche difensore degli Ebrei. Morì il 17 novembre del 1200, e al suo funerale, i Re di Inghilterra e Scozia vollero portare personalmente in spalla il suo feretro.

PERCHE’ INVOCARLO ORA?

Sant’Ugo è un grande esempio di umiltà e di carità verso i più deboli, umiltà e carità che conservò nonostante gli incarichi prestigiosi che gli vennero affidati, che anzi, furono per lui occasione per mettersi ancora di più al servizio del prossimo, vivendoli non come onori ma come dei servizi. Per il suo tenero amore per i bambini, fu proclamato loro patrono.

SANTA MONICA DI TAGASTE

CHI E’?

Figlia di famiglia agiata, Monica nacque nel 331 a Tagaste, nell’attuale Algeria. Diversamente dall’usanza comune, che non permetteva alle donne di studiare, ricevette una buona educazione e fin da giovane lesse e meditò la Bibbia. Ciò che sappiamo della sua biografia si ricava dagli scritti di Agostino, suo figlio. Sappiamo che Monica sposò Patrizio, uomo di carattere aspro e difficile, che tuttavia lei seppe accogliere con dolcezza e avvicinare anche alla fede: venne infatti battezzato poco prima di morire. Così a 39 anni, si trovò sola alla guida della casa. Ai suoi tre figli la donna trasmise l’educazione cristiana fin dalla più tenera età. Crescendo però il giovane Agostino prese altre strade, sedotto dalle retorica e delle correnti filosofico-religiose più in voga in quegli anni, come il manicheismo, ma soprattutto iniziò una vita spregiudicata e sregolata, tra Cartagine e Roma. Monica non si arrese, continuando ad accompagnare il figlio con l’amore e la preghiera. A Milano nel 385 grazie anche alla predicazione di sant’Ambrogio, Agostino abbracciò finalmente la fede cristiana, avviandosi su quella strada di santità che oggi ben conosciamo e che ha lasciato un segno indelebile nei secoli. Monica era presente al suo battesimo, nel 387 e da allora Agostino decise di intraprendere una vita monastica. Ad Ostia tra madre e figlio si svolse un colloquio spirituale di straordinaria intensità, che Agostino scelse di trascrivere e che tutt’oggi rappresentano una guida per tanti cercatori di Dio. Monica si spense il 27 agosto del 387 pochi giorni dopo questo colloqui con il figlio. «Mi hai generato due volte» le disse un giorno il figlio: alla vita e alla fede. La tenacia, la dolcezza e la sensibilità di Monica fanno di lei la patrona delle donne sposate e delle madri. La sua è una fede che non s’arrende, cresciuta, viene da pensare, sull’esempio di Maria

PERCHE’ INVOCARLO ORA?

In questo periodo di aridità e lontananza spirituale l’esempio di Santa Monica e di suo figlio Agostino ci portano a conoscere quanto può essere forte la fede anche se vissuta da lontano. Come questa madre ha condotto il figlio da Dio, così anche noi possiamo condurre il nostro fratello più lontano da Lui. E proprio in questo periodo di lontananza, anche fisica, è bello riscoprire la gioia di pregare per le persone che amiamo e che vivono lontane da noi, così da non dimenticare che la vera forza viene da Dio e che davvero lui è Dio dell’impossibile.

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