Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14, 15-21

«Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi. Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

COMMENTO AL VANGELO DI DON RICCARDO PINNA, DIRETTORE DELL’UFFICIO PV

In questa sesta domenica di Pasqua la fede in Gesú Risorto ci invita a rinnovare la preghiera per una nuova effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa e su noi stessi. Sono essenzialmente tre i punti del vangelo che siamo chiamati a meditare. Il primo l’amore a Cristo Signore. Se mi amate… dice Gesù. Cosa significa amare Cristo? E come si può amarlo concretamente? Per prima cosa quella condizione che pone Gesù, quel SE mi amate, può voler significare che non é proprio così scontato che noi amiamo il Signore. Occorre che Lui sia riconosciuto presente nella vita. Una persona che possiamo accogliere e seguire nell’oggi del nostro tempo e nella nostra quotidianità. Amare Cristo é la vera moralità cristiana, é l”origine della morale vera, non del moralismo cui spesso siamo tentati di cadere. Mentre il moralismo é seguire un codice morale, la morale cristiana é amare una Presenza.

Il concilio Vaticano II ci ricorda che la Presenza di Cristo la si riconosce nei Sacramento e nella Parola, ma vi sono anche altri luoghi dove possiamo riconoscere il Risorto: nel povero, nel mendicante, nell’ assetato… Perché quando facciamo del bene… “Lo avrete fatto a Me”. Ecco allora che in tal senso l’osservanza dei comandamenti diviene una conseguenza della morale cristiana, perché se io amo il Signore conseguentemente esco dall’incurvamento su me stesso per seguire Lui. E allora non vi é spazio per il peccato. Anche sant’Agostino affermava “Ama e fai ciò che vuoi”. Se amiamo Cristo verrà più facile osservare i suoi comandamenti. Potremo anche dire che al contrario l’osservanza o meno dei comandamenti diviene un punto di verifica sull’autenticità del nostro amore a Cristo. Poi un terzo fattore entra in gioco nel Vangelo: il dono dello Spirito, il quale viene in aiuto alla nostra debolezza. Senza di Lui non possiamo essere fedeli ai comandamenti perché lo Spirito ci infonde la grazia della perseveranza la quale ci rende più forti nel combattimento contro il peccato. Chiediamo in questa domenica che il Risorto che é asceso al Cielo possa donarci tutti i giorni il dono dello Spirito perché la nostra vita possa essere innestata in lui e così abbracciata dal Padre. Buona domenica!

PREGHIERA

Ci hai promesso, Signore,
il dono dello Spirito Santo
per trasformare il mondo con la tua Parola:
dacci di vivere le Tue Parole che annunciamo,
perchè la nostra testimonianza sia credibile.

Ci hai annunciato, Signore,
l’Amore del Padre
per gioire e sperare sempre novità:
dacci di saper comunicare questo Amore
a tutti coloro che sappiamo essere abbattuti.

Ci hai assicurato, Signore,
che non saremo mai orfani,
perchè ci sarai sempre:
dacci di camminare nella nostra vita
con la vocazione che hai pensato per noi.

ATTIVITA’

Siamo abituati a pensare che l’amore non abbia regole, che sia come un travolgente fiume in piena in cui sono le emozioni a suggerire
le azioni da compiere.
Ma l’amore è, invece, una scelta che si rinnova giorno dopo giorno, che a poco a poco conquista non solo il cuore ma anche la mente.
Quando prendiamo consapevolezza e scegliamo di entrare in relazione con Lui non possiamo più restare gli stessi ed è qui che, nel Vangelo di questa domenica, il Signore ci invita a rispettare i Suoi Comandamenti, che non sono regole bensì suggerimenti per aprirci agli altri, gustare la gioia vera, strade da percorrere per vivere una vita piena e non a gradazioni di grigio in cui spesso siamo immersi. Ci da questi comandamenti promettendo “Non vi lascerò orfani…”, lui è il “filo diretto con Dio”, la connessione necessaria per sincronizzare i nostri pensieri
con quelli del Padre.
Questa Settimana, quindi, ci impegnamo a meditare alcuni versetti del Salmo 118 (lo trovi nella prossima pagina) domandandoci: che cosa dice di me questo salmo? Che cosa mi suggerisce? Posso fare un nuovo passo, con l’aiuto di questa Parola?

SALMO 119 (118)

Beati quelli che sono integri nelle loro vie,
che camminano secondo la legge del Signore.
Beato chi è fedele agli insegnamenti [del Signore]
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie. (…)
Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore;
mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti,
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola.
Sii buono con il tuo servo e avrò vita,
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io veda
le meraviglie della tua legge.
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