Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28, 16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

COMMENTO DI PAPA FRANCESCO

Oggi si celebra l’Ascensione di Gesù al cielo, avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua. La pagina evangelica (cfr Mt 28,16-20), quella che conclude il Vangelo di Matteo, ci presenta il momento del definitivo commiato del Risorto dai suoi discepoli. La scena è ambientata in Galilea, il luogo dove Gesù li aveva chiamati a seguirlo e a formare il primo nucleo della sua nuova comunità. Adesso quei discepoli sono passati attraverso il “fuoco” della passione e della risurrezione; alla vista del Signore risorto gli si prostrano davanti, alcuni però sono ancora dubbiosi. A questa comunità spaurita, Gesù lascia il compito immenso di evangelizzare il mondo; e concretizza questo incarico con l’ordine di insegnare e battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.L’Ascensione di Gesù al cielo costituisce perciò il termine della missione che il Figlio ha ricevuto dal Padre e l’avvio della prosecuzione di tale missione da parte della Chiesa. Da questo momento, dal momento dell’Ascensione, infatti, la presenza di Cristo nel mondo è mediata dai suoi discepoli, da quelli che credono in Lui e lo annunciano. Questa missione durerà fino alla fine della storia e godrà ogni giorno dell’assistenza del Signore risorto, il quale assicura: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». L’Ascensione ci ricorda l’assistenza di Gesù e del suo Spirito che dà fiducia, dà sicurezza alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Ci svela perché esiste la Chiesa: la Chiesa esiste per annunciare il Vangelo, solo per quello! E anche, la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo. La Chiesa siamo tutti noi battezzati. Oggi siamo invitati a comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità. Questa è la nostra dignità, questo è il più grande onore di ognuno di noi, di tutti i battezzati! In questa festa dell’Ascensione, mentre rivolgiamo lo sguardo al cielo, dove Cristo è asceso e siede alla destra del Padre, rafforziamo i nostri passi sulla terra per proseguire con entusiasmo e coraggio il nostro cammino, la nostra missione di testimoniare e vivere il Vangelo in ogni ambiente. Siamo però ben consapevoli che questa non dipende prima di tutto dalle nostre forze, da capacità organizzative e risorse umane. Soltanto con la luce e la forza dello Spirito Santo noi possiamo adempiere efficacemente la nostra missione di far conoscere e sperimentare sempre più agli altri l’amore e la tenerezza di Gesù.

PREGHIERA

La tua ascensione al cielo, Signore,
mi colma di gioia perché è finito per me
il tempo di stare a guardare ciò che fai
e comincia il tempo del mio impegno. 

Ciò che mi hai affidato rompe
il guscio del mio individualismo e del mio stare a guardare
facendomi sentire responsabile in prima persona
della salvezza del mondo. A me, Signore,
hai affidato il tuo Vangelo, perché lo
annunciassi su tutte le strade del mondo.
Dammi la forza della fede, come ebbero i tuoi primi apostoli, così che non mi vinca il timore, non mi
fermino le difficoltà, non mi avvilisca l’incomprensione,
ma sempre e dovunque, io sia tua lieta notizia,
rivelatore del tuo amore, come lo sono
i martiri e i santi nella storia di tutti i popoli del mondo.

ATTIVITA’

Gesù prima di ascendere al Cielo ci ha lasciato un compito importante: essere suoi testimoni ovunque nel mondo. Il Vangelo cammina con noi, attraverso la nostra vita entra nelle case, nelle scuole, nelle palestre, nei parchi e, soprattutto in questo periodo di distanziamento fisico, nella rete, nei social. Anche io, Signore, posso essere tuo testimone. Come lo sono stati i tuoi apostoli, i grandi santi, i martiri.
Ogni volta che, come tu ci hai insegnato, mi metto a servizio degli altri, soprattutto della mia famiglia – il mio prossimo più prossimo – sto testimoniando il tuo Amore. Ogni volta che con le mie parole e i miei gesti ho insegnato i tuoi comandamenti, magari in parrocchia tra i bambini e i ragazzi del catechismo e dell’oratorio, ho portato il tuo Vangelo tra i più piccoli, come tu ci hai insegnato.
Ogni volta che, con i miei amici o con chiunque tu mi abbia posto accanto, sono stato una presenza positiva, salda, senza compromessi, ho pesato le mie parole e controllato i miei comportamenti, ho dato un consiglio buono e ho consolato, Tu mi hai guidato e mi hai usato come strumento.
Ogni volta che… sono tanti i modi in cui posso essere testimone di Gesù.
Provo a pensare ad alcune situazioni in cui ho sentito che stavo rispondendo all’invito ad essere suo testimone “Andate dunque…” e, certo di essere stato guidato da lui, gli rendo grazie
per avermi dato questa opportunità.

Concludo questo momento con questa preghiera-meditazione:

CRISTO NON HA MANI

Cristo non ha mani
ha soltanto le nostre mani
per fare oggi il suo lavoro.

Cristo non ha piedi
ha soltanto i nostri piedi
per guidare gli uomini
sui suoi sentieri.

Cristo non ha labbra
ha soltanto le nostre labbra
per raccontare di sé agli uomini di oggi.

Cristo non ha mezzi
ha soltanto il nostro aiuto
per condurre gli uomini a sé oggi.

Noi siamo l’unica Bibbia
che i popoli leggono ancora
siamo l’ultimo messaggio di Dio
scritto in opere e parole.

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