Da “Il Portico – Settimanale Diocesano di Cagliari”, Anno XIX, n. 25, 26 giugno 2022

Un anno di transizione per l’Ufficio diocesano di Pastorale Vocazionale (PV). Quello che si è appena concluso è stato un tempo nel quale si è cercato di affinare le diverse sensibilità dei membri che compongono l’equipe, alla luce del cambio del direttore, don Roberto Ghiani.
«Il gruppo – racconta il direttore – ha sofferto di certo per i problemi generati dalla pandemia ma anche perché per diversi motivi (studio, lavoro, impegni personali) alcuni non hanno garantito una partecipazione costante. Abbiamo vissuto una sorta di “crisi” che, con l’aiuto degli incontri sinodali, ci ha reso maggiormente coscienti delle nostre possibilità, di quali forze abbiamo a disposizione e ci ha anche “‘costretto” a ripensare la nostra specificità come ufficio diocesano».
«A chi si deve rivolgere la P.V.?». «Quali sono le motivazioni forti per cui ciascun membro dell’equipe partecipa?». Sono alcuni degli interrogativi che hanno accompagnato i componenti dell’equipe e ai quali occorrerà dare risposta nel futuro. «Domande – dice ancora don Roberto – che avevano lo scopo di farci capire se la partecipazione fosse dovuta solo alle belle ed entusiasmanti attività portate avanti, oppure anche al desiderio di svolgere un servizio di testimonianza e di annuncio. Interrogativi che ci hanno aiutato nel percorso di crescita».
Ad inizio anno l’Ufficio non ha steso un calendario fitto di appuntamenti, ma le attività sono sorte “cammin facendo”, come le due serate di Adorazione vocazionale e la Giornata Diocesana Ministranti, «un bel momento di fede e di festa – ha sottolineato il direttore – anche a detta dei componenti l’equipe».
Nell’agenda dell’anno che si è chiuso, anche alcuni ritiri per cresimandi e qualche giornata vocazionale.
Negli ultimi incontri abbiamo pensato alla prossima ripartenza, dopo l’estate. È emersa la necessità di avere nuove forze, altri collaboratori dell’Ufficio e componenti dell’equipe, diversificando anche la composizione del gruppo, oggi per la quasi totalità composto da studenti universitari, oltre a suor Bernardetta Dessì. Vorremmo cercare di invitare altri giovani della diocesi e anche, se sarà possibile, alcuni esponenti di comunità religiose, magari un diacono permanente e qualche seminarista».
Tanti sono i motivi per definire quello che si è appena chiuso un anno nel quale si è cercato di porre le basi per il prossimo, che si annuncia perciò di vera e propria ripartenza.
«Il tempo non è trascorso invano – conclude il direttore – ma è stato impiegato per creare gruppo, per dare vita ad una comunità, in modo da realizzare un cammino comune, proprio come chiede il Sinodo. Dopo l’estate si tratterà di proporre questo servizio ad altri, allargando la base e coinvolgendo altre persone, con le quali portare avanti un cammino insieme. L’invito e (speriamo) l’inserimento di forze nuove sarà la sfida che ci attende, perché gli equilibri verranno modificati e occorrerà tanta umiltà e tanto impegno per
“camminare insieme”.
R.C.

Share This