“L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri

(Isaia 55, 7-9)

Spesso e volentieri, quando facciamo discernimento chiedendoci sinceramente cosa il Signore ci chiama a dare al mondo, finiamo vittime dei nostri stessi pensieri. E il risultato è presto detto: o la nostra mente si distrae e parte per lunghi viaggi, dai quali non sappiamo nemmeno noi quando ritorneremo; oppure, insidiati dal ricordo dei nostri cattivi pensieri, ci chiediamo: “Ma come può essere sincera la mia chiamata, se sia davanti all’altro, sia nella mia intimità, nutro pensieri cattivi?”. In un modo o nell’altro diventiamo trappole di noi stessi: distogliamo la nostra attenzione dal Signore che ci chiama, senza concludere nulla.

Per questo è necessario educare i propri pensieri, portarli alla luce per quello che sono davvero e saperli discernere. Qualcuno potrebbe ritenere che “mettere al setaccio” i propri pensieri sia un’inutile forzatura contro la spontaneità personale: eppure per ascoltare al meglio la voce del Signore dobbiamo imparare a conoscere cosa e come pensiamo, coltivando così una mente semplice, docile e attenta alla Sua Parola. Non possiamo però arrivare a questa docilità se “giochiamo col fuoco” delle sollecitazioni!

Bisogna insomma essere prudenti. Ma come fare propria questa prudenza? Ce lo insegnano i padri monastici, i quali dicevano che il cristiano deve essere come una sentinella messa a guardia dell’ingresso della propria anima: la porta è la mente, gli abitanti del castello i pensieri che la condizionano (nel bene e nel male). La sentinella, per non farsi ingannare, deve comportarsi in un modo ben preciso.

Primo passo: Vigilanza. Bisogna “acchiappare” ogni pensiero che si affaccia, senza farselo sfuggire o averne paura, e chiedergli semplicemente: “Chi sei?”. Ogni pensiero infatti ha un nome! Ed ecco come scoprire il nome e il cognome dei nostri pensieri.: il nome può essere cattiveria, invidia, avidità, inganno, calunnia; preoccupazione, ansia, fantasticheria; oppure, dal punto di vista positivo, benevolenza, gioia, pace, compassione, dedizione. Il cognome invece è il “titolo di appartenenza” a una delle tre famiglie dei pensieri: nocivo, benefico, inutile. Possiamo identificare il cognome esaminando lo stato d’animo che porta con sé il pensiero che abbiamo acchiappato: il nocivo porta inquietudine, l’inutile porta sconclusionatezza, il benefico porta serenità.

Secondo passo: Attenzione. La seconda domanda che dobbiamo porre al nostro pensiero è: “Chi ti manda?”. I pensieri infatti non vengono di loro spontanea volontà, ma sono sempre mandati da qualcuno: possono essere mandati da pregiudizio, orgoglio, ansia, invidia… oppure dal Signore. Cerchiamo di fare attenzione a questo punto: ciò che sto pensando mi rende libero o prigioniero? Se facciamo spesso attenzione a questo aspetto sapremo riconoscere sempre più facilmente il mandante dei nostri pensieri.

Terzo passo: Impassibilità. Se il pensiero che abbiamo acchiappato all’inizio viene dal peccato, non dobbiamo spaventarcene, ma bisogna rimanere “impassibili”. Cosa vuol dire? Significa che bisogna rimanere saldi nella tentazione senza rinunciare a se stessi, alla propria fede, ai propri valori. Il Signore sa che “sia che vegliamo, sia che dormiamo, viviamo insieme con Lui” (1Ts 5, 10). L’impassibilità del cristiano nasce dal fatto che l’essenziale della vita non è tenuto in ostaggio dai pensieri del momento.

Seguendo questi tre semplici accorgimenti, possiamo anche noi migliorare la qualità non solo del nostro discernimento, ma anche della nostra vita di fede!

N.B.: Questo articolo è una rielaborazione in chiave vocazionale di una parte del libro di Giuseppe Forlai “Spudorata Castità” (pagg. 19-21). Se ti interessa l’argomento o vuoi approfondire le tue domande, puoi acquistare qui sotto il libro in formato cartaceo o in formato Kindle.

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