Da “Il Portico”, Anno XVIII n. 15, 18 Aprile 2021

“A DUE A DUE”… il tema dell’anno ha un titolo davvero dal sapore evangelico; ricorda l’icona del brano dei discepoli di Emmaus, nel quale si fa memoria del Signore risorto che incontra per strada questi due personaggi che insieme, appunto a due a due, camminavano discorrendo su tutto quello che era accaduto in quei giorni a Gerusalemme. Li in mezzo si fa presente Gesu. Proprio dove due sono riuniti per cercarlo, per conoscerlo e per seguirlo, lui si fa vicino, si rende presente. Il Signore ascolta il grido di chi lo cerca. La comunione e l’unità tra i due diviene il segno potentissimo del Risorto. Interessante riverbero lo troviamo nei brani degli atti degli Apostoli in particolare in quello dove Pietro e Giovanni compiono la guarigione del paralitico. Nel mistero del segno di Cristo Risorto, nell’annuncio del Nome di Gesù i discepoli continuano la sua opera salvifica nella storia dell’umanità.

Questo tema propone a tutte le comunità cristiane la riscoperta del fondamento della nostra fede: credere nel Risorto, in colui che si rende presente nel mistero della Chiesa offrendo la sua vita per mezzo delle sue piaghe gloriose, che sono grondanti del sangue sofferente di tutta l’umanità. A Cristo Risorto và il nostro ricordo e la nostra preghiera anche per le vocazioni, affinché i giovani, riscoprendo in lui la bellezza e la profondità della vita vissuta in pienezza d’amore, possano con generosità affidarsi senza riserve al Buon Pastore che conosce le sue pecore e da la vita per loro.

Rembrandt, Disegno raffigurate Gesù con i discepoli di Emmaus

Un pensiero anche per i nostri ministranti, chiamati a vivere il servizio all’altare come offerta del loro tempo per l’edificazione della comunità: cari ragazzi, mettete sempre al centro della vostra vita il primato del servizio. Come Gesù ci insegna a lavare i piedi gli uni agli altri nell’episodio emblematico del Giovedi Santo, cosi anche voi imparate da Gesù a porre al centro della vostra vita l’interesse e il bisogno degli altri, dei piu fragili e dei più deboli, questa la prima regola del buon ministrante. Anche quest’anno potremo fare solo qualche gioco insieme, seppur virtualmente, ma ciò non ci impedisce di vivere la nostra fede e il nostro servizio nei luoghi dove il Signore ci chiama, nelle nostre famiglie e nelle nostre parrocchie.

In questa giornata cari ministranti, voi siete al centro delle nostre preghiere, grati al Signore per quello che fate!

Don Riccardo Pinna

Rettore del Seminario Arcivescovile di Cagliari

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