“Usciti di chiesa, mi dava il buongiorno, come se la giornata soltanto allora avesse il ragionevole inizio. Ed era vero…”
Maria Corsini, riferendosi al marito Luigi

Santi sposi

I santi a “due a due” di oggi sono una coppia di sposi vissuta agli inizi del XX secolo parliamo di Luigi Beltrame-Quattrocchi e di Maria Corsini. Il Santo Padre Giovanni Paolo II li ha beatificati in San Pietro nel 2001. È stata la prima volta, nella storia della Chiesa, che una coppia di sposi è stata beatificata insieme.

La figura di questi sposi ci aiuta a capire che la santità non è monopolio di alcuni privilegiati, ma è praticabile da ogni battezzato. Ciò significa anche un ulteriore riconoscimento del ruolo che hanno i laici nella Chiesa d’oggi e della missione che spetta alla famiglia nel popolo di Dio e nella società.

Con questa beatificazione, la Chiesa intende dare speranza, conforto, sostegno alla famiglia cristiana, oggi così assillata da tanti problemi e così insidiata nei suoi valori fondamentali, nel suo ideale, nella sua genuina configurazione. L’invito per gli sposi cristiani è di prendere consapevolezza della loro identità e di agire conseguentemente, facendo della propria casa una piccola Chiesa domestica, dove si prega, si dialoga e si vive la solidarietà.

Ma conosciamo un po’ questa coppia di sposi così straordinari ma anche così vicini a tutti noi.

Il coraggio di una famiglia

Luigi incontrò Maria, a Roma, ma i due erano molto diversi. Lui era un giovane serio e onesto, ma ha solo qualche nozione di vita cristiana. Lei invece ha una fede forte e salda. Per due anni, tra loro furono di più gli scontri che gli incontri, ma quando Luigi lasciò che Dio entrasse a far parte della sua vita, Maria accettò di fidanzarsi con lui e poi di sposarlo: era il 25 novembre 1904.

Fu un Matrimonio cristiano, dove la vita famigliare era intesa come la scala che porta al Paradiso. Lui, professionista stimato e corretto, a 24 anni era già procuratore e avrebbe continuato la sua carriera fino a diventare avvocato generale dello Stato.

Uno dopo l’altro, vennero i figli: Filippo, Stefania, Cesare e l’ultima fu Enrichetta. Una gioia grandissima per papà Luigi e mamma Maria, prime guide ed educatori alla vita e alla Fede, dei loro bambini.

Nella sua opera di madre, Maria si trovò a essere luminosa scrittrice: ciò che voleva che rimanesse per i suoi figli, lo affidava alla penna, vivace e brillante. Nasceranno così i suoi libri, ricchi di Vangelo e di tanto buon senso.

Durante la Prima Guerra Mondiale, i due coniugi sono in primo piano per assistere i soldati, i feriti e le famiglie in difficoltà. Già soliti accostarsi regolarmente alla Confessione e alla Comunione, grazie alle disposizioni di san Pio X, la Messa e la Comunione quotidiana sono per loro regola di vita. Così Gesù Eucaristico diventa la luce di ogni loro giornata.

Nel 1919, Maria, in seguito a un forte deperimento, ha l’impressione di dover morire. Raccogliendo le sue ultime forze, scrive le ricchezze della sua fede e del suo cuore di mamma. Nasce così Voce di madre, la storia della sua anima. Maria però si riprende. Il suo cammino con Luigi sarà ancora lungo e luminoso. Non è certo possibile riassumere in poche righe la straordinaria vicenda umana e spirituale dei coniugi Beltrame Quattrocchi. La loro esistenza di sposi fu un cammino di santità, un andare verso Dio attraverso l’amore del coniuge. Mezzo secolo di vita insieme, senza mai un attimo di noia, di stanchezza, ma conservando sempre il sapore continuo della novità. Il loro segreto? La preghiera.

Ogni mattina a Messa insieme alla Basilica di S. Maria Maggiore, “usciti di chiesa mi dava il “buon-giorno”, come se la giornata soltanto allora avesse il ragionevole inizio. Ed era vero…”, ricorda lei in Radiografia di un matrimonio, il suo libro-capolavoro. La recita serale del S. Rosario, l’adorazione notturna, la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù posizionato nella sala da pranzo e altre pie pratiche. Nel 1917 divennero terziari francescani e nel corso della loro vita non mancarono mai di accompagnare gli ammalati, secondo le loro possibilità, a Loreto ed a Lourdes col treno dell’UNITALSI, lui come barelliere, lei come infermiera e dama di compagnia.

Di chiamata in chiamata

Il loro esempio, la loro profonda vita di fede, la pratica quotidiana del pregare in famiglia ebbero di certo i propri effetti sui figli, che si sentirono tutti e quattro chiamati dal Signore alla vita consacrata. I figli Filippo e Cesare esprimono il desiderio di farsi Sacerdoti. Mentre la figlia Stefania decide di farsi Religiosa. Luigi e Maria, pur nel distacco, sono colmi di gioia nel dare tre figli al Signore. Enrichetta rimane in famiglia, ma giunta la sua ora, si consacra a Dio in un Istituto secolare. 

Luigi e Maria si distinguono più che mai per l’apostolato laicale in mezzo al mondo. Sono impegnati nell’Azione Cattolica, nel sostegno all’Università cattolica, nonché in diverse iniziative a servizio dei giovani, dei lavoratori, dei poveri. Maria organizzò i corsi per fidanzati, autentica novità pastorale per quei tempi, quando il matrimonio veniva considerato come qualcosa di scontato, che non esigeva approfondimento nè preparazione. 

L’arrivo della Seconda Guerra Mondiale con la sua catena di lutti e di miserie, vede Luigi e Maria ancora una volta in prima linea con la carità intraprendente e luminosa. Con la forza dell’intelligenza illuminata dalla fede e dall’amore a Gesù, la loro casa a Roma è porto di salvezza per centinaia di persone.


Al termine della guerra, mentre Luigi diventa consulente della Banca d’Italia, Maria continua a lavorare per diverse iniziative a favore dei reduci e delle famiglie bisognose. Entrambi sono mossi unicamente dall’amore di Dio, come nel giorno in cui si erano sposati, per dare vita a una famiglia che avesse Gesù al centro e come fondamento della loro vita coniugale.

Il 5 novembre 1951 si riuniscono tutti a Roma, genitori, figli Sacerdoti e Religiosi. È una festa grande, ma papà Luigi, già colpito da infarto nel 1944, andrà all’incontro con Dio in una grigia giornata di fine novembre 1951. Maria supera il grande dolore della separazione, crescendo nell’unione con Dio. Ormai le resta solo un sogno: che i suoi figli si facciano Santi e lei possa essere Santa con loro. È l’ora in cui Maria Beltrame-Quattrocchi sembra andare incontro al Signore. Nei suoi ultimi giorni scriverà: «Ora anche la penna riposa. Tutto è stato detto di quello che il mio cuore poteva dire, ma la preghiera, in compenso si infittisce, mentre si delinea l’ora del distacco».  Il 26 agosto 1965, appena recitato l’Angelus a mezzogiorno, sulla soglia di casa, mamma Maria si spegne dolcemente tra le braccia di Enrichetta: 82 anni di età, di amore a Dio, allo sposo, ai figli suoi e a quelli degli altri, in una singolare maternità. La sua gioia più grande è stata quella di consegnare tutti i suoi figli al Signore: perché non c’è altra realtà più grande sulla terra che darsi a Gesù. 

Lei stessa aveva condensato tutta la sua vita con Luigi e i suoi figli, in tre sole parole estratte dalle radici più profonde del Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria Santissima: “Sia fatta la tua Volontà”. “Venga il tuo regno” e: “L’anima mia magnifica il Signore”. Fiat, Adveniat e Magnificat. Tre parole per farsi Santi.

Share This